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dai GIORNALI di OGGI

No di Berlusconi alla proposta del Pd di un sussidio "Assegno? Sarebbe libertà di licenziare"

Tremonti:"Facciamo come Roosvelt"

Bersani: "Berlusconi e Tremonti giocolieri di parole e di cifre"

2009-03-06

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Dalessandro Giacomo

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

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2009-03-06

"Assegno? Sarebbe libertà di licenziare"

No di Berlusconi alla proposta del Pd di un sussidio per chi perde il lavoro. Tremonti: "Facciamo come Roosvelt"

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi (DiVita)

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi (DiVita)

ROMA - Il governo boccia la proposta del Pd di un fondo attraverso cui erogare sussidi per coloro che perdono il lavoro a seguito della crisi economica: per il premier Silvio Berlusconi questa misura equivarrebbe alla "libertà di licenziare". Le aziende, cioè, in presenza di un "ombrello" protettivo garantito dal governo, potrebbero affrontare con maggiore leggerezza i ridimensionamenti dei propri organici in un periodo non particolarmente facile. A questo proposito, tuttavia, il capo del Pdl ha spiegato che la crisi "esiste" ma "è vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è", basti pensare al "calo delle Borse è dovuto a una manciata di azioni". "Considero dannoso che i media continuino a presentare la crisi come qualcosa di definitivo e tragico - ha aggiunto Berlusconi, che ha parlato subito dopo la riunione del Cipe che ha dato il via libera a quasi 18 miliardi di euro di investimenti per infrastrutture e edilizia scolastica e carceraria -. È una crisi pesante ma l'aggettivo tragico è esagerato".

"INCENTIVO AL NERO" - "Il sistema attuale - ha detto il capo del governo illustrando i motivi della sua contrarietà all'assegno di disoccupazione - è già un sistema che consente di intervenire e modulare gli interventi e di farlo in maniera opportuna e migliore di quella che non sarebbe se adottassimo la misura che è stata preconizzata" che "sarebbe una licenza di licenziare, soprattutto per i piccoli imprenditori e gli artigiani", i cui dipendenti "godrebbero dell'indennità e continuerebbero a lavorare in nero". Sarebbe quindi, ha concluso Berlusconi, "un incentivo a licenziare e un incentivo al nero".

AMMORTIZZATORI SOCIALI - Berlusconi ha poi annunciato lo stanziamento di 4 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali aggiungendo che si aggiungono ai 4 miliardi di euro delle Regioni e al miliardo di euro della Finanziaria. "Complessivamente la somma diventa di 9 miliardi". È una cifra, ha poi puntualizzato, che "riteniamo esuberante, ma noi volevamo dire ai lavoratori di stare tranquilli". Non solo: per Berlusconi "nessuno ha fatto più di noi in Europa; se ci sono cifre più imponenti- ha detto- è perchè sono state destinate a salvataggi di banche". E quanto ai cosiddetti Tremonti-bond, le obbligazioni garantite dal governo, "che saranno 10-12 miliardi di euro, a seconda delle richieste e che vanno al patrimonio delle banche" Berlusconi ha spiegato che si tratta di una misura importante, attraverso cui "si possono attivare 150 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese".

COME ROOSEVELT - Anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si è detto contrariato per come i media stanno seguendo la crisi e ha spiegato di non aver mai definito "orribile" l'anno che verrà. E quanto alle misure adottate, il ministro non ha dubbi: "Abbiamo seguito la stessa strada intrapresa da Roosevelt durante la crisi americana, e per questo pensiamo che l'investimento più importante sia continuare a mantenere il proprio stile di vita. Sommando le cifre, quelle messe a disposizione dal governo italiano sono maggiori rispetto a quelle degli altri Paesi europei". E ancora, citando il presidente americano del New Deal, Tremonti ha detto: "Uscite a mangiare un hamburger e verniciate i vostri garage". È così, secondo Tremonti, "che l'economia potrà ripartire e per questo noi proseguiamo sulla nostra linea". Poi Tremonti ha concluso dicendo: "I nostri interventi hanno evitato al Paese di andare a fondo come invece aveva pianificato la sinistra". Anche, ad esempio, su Alitalia: "Senza l'intervento del governo, sarebbe costata tre volte".

Dura la replica di Pierluigi Bersani, responsabile economico del Pd: "Berlusconi e Tremonti si confermano giocolieri di parole e di cifre. Riescono a battezzare Fondo strategico per l'economia reale e le imprese quella che in realtà è la sospensione di tutti i programmi dei ministeri per l'impresa, da Industria 2015 fino alle bonifiche; riescono a raccontare ancora una volta la favola dei miliardi che si impegnano immediatamente in infrastrutture mentre i fondi sono senza cassa fino al 2010; riescono a raccontare che non sono i licenziamenti a suggerire l'assegno di disoccupazione, ma che è l'assegno di disoccupazione a suggerire i licenziamenti". "Riescono anche -aggiunge Bersani- a perdere tempo in polemiche politiche e in attacchi all'opposizione e alla stampa mentre in tutto il Paese si sta diffondendo la paura per quello che avviene. Fino all'anno scorso per Berlusconi c'era chi scomodava De Gasperi, adesso Tremonti scomoda Roosevelt. Aspettiamo il prossimo".

06 marzo 2009

REPUBBLICA

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2009-03-06

Il premier annuncia lo stanziamento di 4 miliardi per gli ammortizzatori

ma respinge la proposta di un assegno di disoccupazione: "E' un incentivo a licenziare"

Berlusconi: "La crisi c'è

ma i media esagerano"

Fondo da 9 miliardi per le imprese, nella disponibilità della Presidenza del Consiglio

Bersani: "Si confermano giocolieri di parole e di cifre"

Berlusconi: "La crisi c'è ma i media esagerano"

Silvio Berlusconi

ROMA - La crisi "esiste" ma "è vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è", basti pensare al "calo delle borse, che è dovuto a una manciata di azioni". Così Silvio Berlusconi alla conferenza stampa a Palazzo Chigi seguìta alla riunione del Cipe. Il presidente del Consiglio ha annunciato l'approvazione di uno stanziamento di 17,8 miliardi per le infrastrutture, e di 4 miliardi per gli ammortizzatori sociali che, uniti a uno stanziamento precedente (4 miliardi di euro delle Regioni e un miliardo di euro della Finanziaria) portano il fondo a 9 miliardi per il 2009. No del governo all'assegno di disoccupazione proposto dal Pd: "Favorirebbe licenziamenti e lavoro nero".

Bersani: "Governo giocoliere". Dure critiche da parte del responsabile economico del Pd Pier Luigi Bersani: "Berlusconi e Tremonti si confermano

giocolieri di parole e di cifre". "Riescono a battezzare 'Fondo strategico - spiega Bersani - per l'economia reale e le imprese' quella che in realtà è la sospensione di tutti i programmi dei ministeri per l'impresa, da Industria 2015 fino alle bonifiche; riescono a raccontare ancora una volta la favola dei miliardi che si impegnano immediatamente in infrastrutture mentre i fondi sono senza cassa fino al 2010; riescono a raccontare che non sono i licenziamenti a suggerire l'assegno di disoccupazione ma che è l'assegno di disoccupazione a suggerire i licenziamenti. Riescono anche a perdere tempo in polemiche politiche e in attacchi all'opposizione e alla stampa mentre in tutto il Paese si sta diffondendo la paura per quello che avviene".

Il Fondo strategico per le imprese. E' stato costituito un Fondo strategico di 9 milisrdi per le imprese, nella disponibilità del presidente del Consiglio per fare fronte a eventuali emergenze: "I ministri, man mano che avranno pronti dei progetti di intervento realizzabili, si rivolgeranno alla presidenza del Consiglio - spiega Berlusconi - che ne discuterà con l'assemblea dei ministri, formalmente o informalmente, raccoglierà il parere del ministero dell'Economia e poi le decisioni verranno portate al Comitato interministeriale per la programmazione economica".

Berlusconi, i media e la Rai. Il premier giudica "dannoso" che "i media continuino a presentare la crisi come qualcosa di definitivo e tragico. E' pesante, ma l'aggettivo tragico è esagerato". Del resto, ha aggiunto, "nessuno in Europa ha fatto più di noi come misure anticrisi. Se ci sono cifre più imponenti è perché sono state destinate a salvataggi di banche". E poi, sulla Rai: "E' l'unica tv di Stato che attacca il governo in carica".

"Migliorata situazione dipendenti P.A.". Per alcune categorie di lavoratori, a detta del premier, in questo momento si registra un miglioramento della situazione e delle prospettive: "I pubblici dipendenti non hanno alcun timore di perdere il lavoto. Hanno avuto un incremento salariale del 3,5% circa. L'inflazione è minore e il prezzo del petrolio porta risparmi alle famiglie su luce, gas e benzina. I pubblici dipendenti hanno un potere d'acquisto superiore al passato".

"Con i Tremonti bond 150 miliardi". Sul fronte del salvataggio delle banche, ricorda il premier, il governo si è attivato: "Con i Tremonti-bond, che saranno 10-12 miliardi di euro, a seconda delle richieste, e che vanno al patrimonio delle banche, si possono attivare 150 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese".

"No all'assegno di disoccupazione". Berlusconi ha ribadito la sua contrarietà alla proposta, avanzata dal Pd, di un assegno di disoccupazione. "Il nostro sistema attuale di ammortizzatori sociali ci consente di intervenire meglio rispetto alle proposte dell'opposizione, che sarebbero una vera e propria licenza di licenziare. Se ci fosse stata quella misura, gli imprenditori avrebbero lasciato i lavoratori a casa, con magari accordi successivi con i lavoratori stessi che godrebbero dell'indennità e continuerebbero a lavorare in nero".

(6 marzo 2009)

 

 

 

 

 

 

L'UNITA'

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2009-03-06

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-03-06

Berlusconi: contro la crisi investimenti e ammortizzatori

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6 marzo 2009

Bersani: "Berlusconi e Tremonti giocolieri di parole e di cifre"

VIDEO / La conferenza stampa di Palazzo Chigi

RADIO24 / Berlusconi, no all'assegno di disoccupazione

RADIO24 / Berlusconi e il fondo per l'occupazione da 4 miliardi

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Contro la crisi investimenti e ammortizzatori sociali. Oggi è giunto il via libera a ulteriori fondi per gli ammortizzatori sociali: in tutto ci sono 9 miliardi di euro, di cui 4 miliardi stanziati oggi, che si aggiungono ai 4 miliardi di euro delle Regioni e al miliardo di euro della Finanziaria. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri, seguito alla riunione del Cipe che ha stanziato 5 miliardi in più per le infrastrutture.

Il premier ha bocciato nuovamente la misura proposta dal leader del Pd Franceschini per l'assegno di disoccupazione allargato: se attuata ha detto il premier, "sarebbe una licenza di licenziare". Il sistema attuale, spiega, garantisce già interventi di sostegno per tutti i lavoratori che perdono il lavoro. Il premier ha annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri "un'importantissima iniziativa" sull'edilizia, che avrà "effetti eccezionali sulla casa".

Arriva un fondo a sostegno dell'economia reale. Nel corso della riunione del Cipe, "c'è stata la decisione di costituire un fondo strategico a sostegno dell'economia reale e quindi delle imprese, presso la presidenza del Consiglio dei ministri". Si tratta di un fondo, ha sottolineato il presidente del Consiglio, "di 9 miliardi di euro" che sarà nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio e i ministri: man mano che avranno pronti dei progetti di intervento immediatamente realizzabili si rivolgeranno alla presidenza del Consiglio che discuterà di questi progetti con l'assemblea dei ministri, formalmente o informalmente, raccoglierà il parere del ministero dell'Economia e poi le decisioni verranno portate al Comitato interministeriale per la programmazione economica". Si tratta, ha osservato, "del modo più efficace e immediato per poter mettere a disposizione la bellezza di 18mila miliardi di vecchie lire per i progetti più efficaci e importanti che si presenteranno come immediatamente possibili da attuare".

Crisi pesante, ma non tragica. Sulla crisi nuovo attacco ai media. "È una crisi pesante, ma non tragica. È dannoso per l'interesse di tutti noi se i media rappresentano questa crisi come tragica". Berlusconi ha detto che nessuno in Europa "ha fatto più di noi" come misure anti-crisi. "Se ci sono cifre più imponenti - ha aggiunto - è perchè sono state destinate a salvataggi di banche". "Questa crisi esiste, non è che chiudiamo gli occhi", ha esordito Berlusconi presentando le decisioni del Cipe. Ma è vissuta, puntualizza tornando a criticare l'informazione, "sui media in modo più che drammatico". Un comportamento, accusa, "in distonia completa col messaggio che ci sforziamo di dare con tutti ai nostri cittadini, che è il messaggio che anche tutti gli altri capi di Stato e di Governo stanno cercando di dare". In un passaggiom del suo intervento scatta anche l'attacco alla Rai. "La Rai è l'unica tv pubblica al mondo che attacca il governo in carica".

Tremonti: abbiamo agito nel modo giusto. Tremonti non trova sbavature nell'azione di Governo contro la crisi. "Abbiamo agito nel modo giusto e il fatto viene confermato in tutte le sedi internazionali". (N.Co.)

6 marzo 2009

 

 

 

Per 500mila precari in arrivo nuove risorse

di Giorgio Pogliotti

Venerdí 06 Marzo 2009

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Sono in arrivo nuovi fondi per il sostegno al reddito dei precari. La novità è stata annunciata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "C'è un altro potenziale "gruzzoletto" disponibile per gli ammortizzatori sociali e poi ce ne saranno altri ancora. La prossima settimana diremo quale potrebbe essere lo strumento attraverso il quale reperire le risorse".

I fondi, ha precisato il ministro, saranno aggiuntivi rispetto agli 8 miliardi previsti dall'intesa dello scorso 12 febbraio tra Governo e Regioni per il biennio 2009-2010. Per i collaboratori a progetto in regime di monocommittenza è quindi destinata ad appesantirsi l'una tantum introdotta dalla legge 2/09 che attualmente secondo stime del ministero del Lavoro oscilla tra 700 e 1.200 euro, pari al 10% del reddito percepito l'anno precedente. Lo ha confermato il ministro Maurizio Sacconi (Lavoro): "Stiamo valutando ha detto di rafforzare la protezione per i circa 500mila lavoratori a progetto che avendo un solo committente si trovano in una maggiore emergenza. Valutiamo ulteriori aiuti per rafforzare l'indennità".

Sembra un ripensamento rispetto alla tesi sostenuta dallo stesso ministro Sacconi fino a pochi giorni, quando spiegava che "gli ammortizzatori che abbiamo stanziato sono sufficienti". Probabilmente su questa virata del Governo ha inciso la proposta del leader del Pd, Dario Franceschini, di un assegno per i disoccupati, ma soprattutto la disponibilità a reperire nuove risorse manifestata dal ministro Tremonti. Sulla proposta del Pd, peraltro, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto di considerarla valida "se circoscritta ai precari".

Tornando alla legge 2 è previsto in via sperimentale, nel triennio 2009-2011, che i co.co.pro possano percepire l'indennità una tantum se verranno soddisfatte "in via congiunta" quattro condizioni: aver svolto la prestazione per un unico committente, avendo conseguito l'anno precedente un reddito tra 5mila e 13mila e 800 euro, con l'iscrizione alla gestione separata Inps per almeno tre mensilità nell'anno di riferimento. Infine per almeno due mesi nell'anno precedente non devono essere stati accreditati alla gestione separata.

"Ben vengano nuove risorse per gli ammortizzatori è il commento di Fulvio Fammoni (Cgil) . Però agli annunci devono seguire atti concreti e tempestivi: non vogliamo fare sul "gruzzoletto" la stessa storia del "tesoretto"". Per Fammoni vanno anzitutto stanziate le risorse già disponibili: "L'accordo con le Regioni non è ancora operativo, in attesa dell'autorizzazione europea aggiunge , mentre del miliardo già disponibile nella legge 2 sono stati erogati ad oggi solo 151 milioni".

Anche per Giorgio Santini (Cisl) l'aumento è "apprezzabile", ma servono "importanti miglioramenti" alla normativa anti-crisi del Governo, "innalzando l'indennità una tantum per i co.co.pro al 20-25% dell'ultima retribuzione", ed "estendendo le coperture dell'indennità di disoccupazione anche ai neoassunti che non riescono a raggiungere le soglie richieste per l'accesso". Duro il giudizio del numero uno della Uil, Luigi Angeletti: "Dal Governo abbiamo avuto solo parole ha detto alla cerimonia per il 59 anniversario della Uil in tempi come questi non bisogna parlare ma fare". Cauta la leader dell'Ugl, Renata Polverini: "Aspettiamo di conoscere l'entità delle nuove risorse annunciate da Tremonti che devono essere subito esigibili".

Dall'opposizione Cesare Damiano (Pd), intervenendo ieri alla manifestazione dello Spi-Cgil, ha sottolineato che "le parole di Tremonti dimostrano il ritardo con cui il Governo sta prendendo atto della portata della crisi e la scarsità delle misure usate per fronteggiarla", il bonus annuale per i co.co.pro "non consente di arrivare fino alla fine di un solo mese". Ma oltre ai lavoratori del privato, la Cgil ha lanciato l'allarme sui 56.281 lavoratori precari della pubblica amministrazione che "perderanno il lavoro a partire dal 1 Luglio 2009".

Venerdí 06 Marzo 2009

 

 

 

Bersani: "Berlusconi e Tremonti giocolieri di parole e di cifre"

6 marzo 2009

Berlusconi: contro la crisi investimenti e ammortizzatori

Tremonti. "Berlusconi è come Roosevelt"

VIDEO / La conferenza stampa di Palazzo Chigi

RADIO24 / Berlusconi, no all'assegno di disoccupazione

RADIO24 / Berlusconi e il fondo per l'occupazione da 4 miliardi

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Sulle cifre date oggi a Palazzo Chigi a Bersani i conti non tornano. "Berlusconi e Tremonti si confermano giocolieri di parole e di cifre". Per Pier Luigi Bersani, responsabile economico del Pd il premier e il ministro dell'Economia "Riescono a battezzare "Fondo strategico per l'economia reale e le imprese" quella che in realtà è la sospensione di tutti i programmi dei ministeri per l'impresa, da Industria 2015 fino alle bonifiche; riescono a raccontare ancora una volta la favola dei miliardi che si impegnano immediatamente in infrastrutture mentre i fondi sono senza cassa fino al 2010; riescono a raccontare che non sono i licenziamenti a suggerire l'assegno di disoccupazione ma che è l'assegno di disoccupazione a suggerire i licenziamenti".

"Riescono anche - attacca Bersani - a perdere tempo in polemiche politiche e in attacchi all'opposizione e alla stampa mentre in tutto il Paese si sta diffondendo la paura per quello che avviene. Fino all'anno scorso per Berlusconi c'era chi scomodava De Gasperi, adesso Tremonti scomoda Roosevelt. Aspettiamo il prossimo", ha concluso.

6 marzo 2009

 

 

 

 

 

Tremonti. "Berlusconi è come Roosevelt"

6 marzo 2009

Silvio Berlusconi come il trentaduesimo presidente americano Franklin Delano Roosevelt. La strategia di comunicazione di Roosevelt per contrastare la grande crisi in America é stata dire "alla gente di continuare a vivere come prima". Esattamente "quello che ha fatto il presidente Berlusconi". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri. "I discorsi al caminetto - ha detto - iniziavano proprio così: "uscite di casa. Andate a mangiare un hamburger, verniciate i garage, vivete come prima. Esattamente quello che ha cercato di dire e comunicare il presidente Berlusconi". Questo, sottolinea, "é il miglior investimento" possibile. E dunque "Roosevelt era irresponsabile?". Dunque, attacca Tremonti, "È irresponsabile, come dice la sinistra, difendersi dalla paura?". No, conclude Tremonti, "é esattamente il contrario".

6 marzo 2009

 

 

 

 

Tremonti: "Nuove risorse

per gli ammortizzatori sociali"

05 marzo 2009

RADIO24 / Tremonti, abbiamo fatto meno degli altri perché non era necessario

di Franco Locatelli

COMMENTO

Importante un dialogo che vada alla radice della crisi

di Franco Locatelli

DOCUMENTO / Imprese, Lavoro, Banche (ministero Economia)

Ue, nel quarto trimestre 2008 Pil in calo dell'1,5%

"Crediti verso la Pa? Circolano stime irrealistiche"

RADIO24 / Tremonti: "Ormai i bond sono pronti"

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"C'è un altro potenziale gruzzoletto disponibile per gli ammortizzatori sociali e poi ce ne saranno altri ancora". Lo ha annunciato al termine della giornata dedicata dal Tesoro alla stretta creditizia il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. I fondi in questione, ha precisato il ministro, andranno a sommarsi agli 8 miliardi di euro già previsti dal piano del Governo per estendere ai precari gli ammortizzatori sociali.

"La stretta al credito è il rischio dei rischi per l'Italia"

Nella giornata dedicata al credito al ministero dell'Economia, Tremonti è tornato su un tema particolarmente caldo: la difficoltà nell'accesso al credito da parte di imprese e famiglie.

È giusto che le banche non si prendano troppi rischi. Ma se l'eccesso di prudenza si traduce in una stretta ai prestiti per le imprese, questo danneggia fortemente l'economia. Così si potrebbe sintetizzare il pensiero di Tremonti la stretta creditizia è il "rischio dei rischi che dobbiamo affrontare". Un fenomeno che "stritola prima le imprese, poi i lavoratori e alla fine le banche stesse. In economia - ha aggiunto il ministro - il credito è come l'aria: ti accorgi quanto è importante quando viene a mancare". E, sempre su questo tema, il titolare di Via XX settembre ha fatto un'altra considerazione: "Il creditonon è una variabile indipendente dal Pil - ha argomentato - se questo scende, scende la domanda del credito. Ma non è naturale che, con una discesa del Pil, scenda l'offerta del credito".

Tremonti bond troppo cari? Critica inaccettabile

Nel discorso del ministro c'è anche spazio per parlare dei bond, che hanno preso il suo nome, recentemente varati dall'esecutivo. "Dire che il tasso dell'8,5% per i bond è troppo alto è inaccettabile perchè non è un debito, un finanziamento. Ma uno strumento di patrimonializzazione delle imprese: è come se fosse un aumento di capitale che allarga il patrimonio delle banche" ha detto Tremonti difendendo lo strumento del Governo. Per il ministro, "non bisogna ragionare in termini di indebitamento: se la rendita è dell'8,5% e la leva è 1 a 15 - ha affermato rivolgendosi ai banchieri - in termini di costi dovreste prendere l'8,5% e dividerlo per 15". Per Tremonti "è in malafede chi dice che i bond sono inutili perchè il costo è troppo alto".

Da noi nessun fallimento bancario, ecco perché l'Italia farà meno deficit

Tremonti ha parlato anche di conti pubblici. "Altri Stati - ha detto - hanno fatto più deficit e debito per affrontare la crisi perchè hanno avuto più fallimenti bancari. Finora la Repubblica italiana non ha avuto la sfortuna di entrare nella stanza europea dei fallimenti".

Urgente sbloccare fondi dall'eccesso di burocrazia

"Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008" si legge in una nota del Tesoro in occasione della giornata dedicata al tema "Imprese, lavoro, banche". Nella nota si sottolinea come debbano "essere messi in campo strumenti nuovi e vanno verificati gli strumenti in essere non ancora sufficientemente valorizzati: ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazià. Parte non marginale della strategia è sbloccarli".

05 marzo 2009

 

 

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2009-02-01

 

http://www.avvenire.it

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