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INDEBITAMENTO PUBBLICO

+ 75% da 1,2 a 2,1 del PIL

in 9 mesi

2009-01-10

Ingegneria Impianti Industriali

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REPUBBLICA

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2009-01-09

Nei primi 9 mesi del 2008 avanzo primario al 3%, era del 3,8%

saldo corrente (risparmio) positivo ma in calo dall'1,9% allo 0,8%

Istat, peggiorano i conti pubblici

in nove mesi il deficit sale al 2,1%

Istat, peggiorano i conti pubblici in nove mesi il deficit sale al 2,1%

La sede dell'Istat a Roma

ROMA - L'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni è salito nei primi 9 mesi del 2008 al 2,1% rispetto al Pil. Era all'1,2% nello stesso periodo 2007. Lo comunica l'Istat. Nel terzo trimestre l'indebitamento si è attestato allo 0,9% contro lo 0,6% del terzo trimestre 2007.

Nel terzo trimestre 2008, sottolinea l'istituto di statistica, il saldo corrente, ovvero il risparmio, è risultato positivo e pari a 8.306 milioni di euro, contro il valore positivo di 10.203 milioni di euro nel corrispondente trimestre dell'anno precedente, con una incidenza positiva sul Pil pari al 2,2 per cento (più 2,7 per cento nel corrispondente trimestre del 2007). Complessivamente nei primi nove mesi del 2008 il saldo corrente in rapporto al Pil risulta positivo e pari allo 0,8 per cento (più 1,9 per cento nei primi nove mesi del 2007).

Il saldo primario, cioè la differenza fra le entrate e le uscite di cassa del settore pubblico al netto degli interessi sul debito, è risultato positivo e pari a 16.426 milioni di euro (più 16.791 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2007), con una incidenza positiva sul Pil del 4,3 per cento (più 4,4 per cento nel corrispondente trimestre del 2007). Nei primi nove mesi del 2008 il saldo primario rispetto al Pil risulta positivo e pari al 3,0 per cento (più 3,8 per cento nello stesso periodo dell'anno precedente).

Nel terzo trimestre 2008 le entrate totali sono aumentate in termini tendenziali del 3,1 per cento con un'incidenza sul Pil del 44,8 per cento (44,4 per cento nel corrispondente trimestre del 2007). Le entrate correnti registrano un aumento in termini tendenziali del 3,3 per cento dovuto all'effetto combinato dell'aumento delle imposte dirette (più 7,6 per cento) e dei contributi sociali (più 7,3 per cento) e ad una diminuzione delle imposte indirette (meno 2,9 per cento) e delle altre entrate correnti (meno 4,6 per cento).

Le entrate in conto capitale, che sono poi quelle derivanti dalla alienazione di beni patrimoniali e da trasferimenti in conto capitale, fanno registrare in termini tendenziali una diminuzione (meno 19 per cento), dovuta alla decrescita delle altre entrate in conto capitale (meno 24,7 per cento) e ad un aumento delle imposte in conto capitale (più 60,6 per cento).

Nel terzo trimestre 2008 le uscite totali aumentano in termini tendenziali del 3,9 per cento. Il loro valore in rapporto al Pil è pari al 45,7 per cento (44,9 per cento nel corrispondente trimestre del 2007).

Le uscite correnti nel terzo trimestre 2008 registrano un aumento in termini tendenziali del 4,7 per cento. Tale aumento è dovuto alla crescita dei redditi da lavoro dipendente (più 3,2 per cento), dei consumi intermedi (più 5,3 per cento) delle altre uscite correnti (più 0,7 per cento), delle prestazioni sociali in denaro (più 6,7 per cento), degli interessi passivi (più 5,0 per cento).

Le uscite in conto capitale, sono diminuite in termini tendenziali del 5,9 per cento. Tale diminuzione è dovuta all'effetto combinato di una decrescita degli investimenti fissi lordi (meno 11,2 per cento) ed ad un aumento delle altre uscite in conto capitale (più 3,8 per cento).

(9 gennaio 2009)

 

 

 

 

 

Il ministro: abbiamo dato una spinta all'economia. La replica: conti truccati

La Cgil: "Nessun alibi sulle misure anticrisi, 5 miliardi dal calo dei tassi nel 2009"

Deficit in forte aumento

Lite fra Tremonti e il Pd

Deficit in forte aumento Lite fra Tremonti e il Pd

Il ministro Tremonti

di ROBERTO PETRINI

ROMA - Dura accusa del Pd al governo sui conti pubblici: "State truccando le carte". Ma il ministro dell'Economia Giulio Tremonti evita di incrociare le armi e getta acqua sul fuoco: "Meno si litiga e meglio è", ha detto al Tg1 e ha aggiunto la propria disponibilità a dialogare con sindacato e opposizione. Il ministro del Tesoro ha anche rivendicato le mosse compiute con il pacchetto anti-crisi: "Abbiamo spostato liquidità, lasciandola nelle tasche delle famiglie italiane e nelle casse delle imprese, in modo da tenere su l'economia e le vendite di Natale ci hanno dato ragione".

Il Pd tuttavia contesta l'analisi del Tesoro. Il consigliere economico del governo "ombra" Stefano Fassina ha parlato di un "imbroglio" del governo realizzato con la "complicità della Ragioneria generale dello Stato" e di scarsa affidabilità dei dati di finanza pubblica. "Ma quali misure anticicliche, sono misure camuffate: prima si escludeva una perdita di gettito che ora c'è", ha aggiunto Fassina. Nel mirino la ricostruzione fatta da Tremonti, nel comunicato stampa di venerdì, dei motivi del balzo del fabbisogno.

Tra le misure che il Tesoro considera responsabili dell'aumento delle spese ci sono l'eliminazione dell'Ici, la riduzione dell'acconto Ires-Irap e il taglio dell'Irap. Tutte spese, che ricorda il Pd, avrebbero dovuto avere adeguata copertura e che invece ora non sembrano averla e vengono spacciate per misure anticicliche. La conseguenza è che si riducono i margini per i veri interventi anticrisi che da tempo il Pd chiede (un punto di Pil) per sollevare il paese dalla drammatica situazione in cui versa.

Resta il fatto che la crisi dei conti pubblici c'è, al di la delle cause, e che i margini di manovra si riducono. Lo conferma la sortita della Cgil che ieri, attraverso Agostino Megale, ha lanciato un secco altolà al governo. "Non si cerchino alibi per tentare di evitare il ricorso a politiche anti recessive e negare le risorse per gli ammortizzatori sociali che peraltro vanno estesi anche ai precari", ha detto Megale riferendosi all'andamento dei conti pubblici. Le risorse, secondo la Cgil, ci sono e vanno cercate nel "dividendo" che verrà nel 2009 dalla riduzione dei tassi d'interesse, circa 1,5 punti negli ultimi mesi, e che per l'Italia vale 5 miliardi. Megale dunque ribadisce la richiesta al governo di un tavolo con le parti sociali, da convocare entro gennaio, per adottare misure contro la crisi.

Per avere la certezza sui conti bisognerà attendere giovedì quando il consiglio dei ministri varerà il nuovo Programma di stabilità per l'Europa. Ieri Tremonti ha confermato che per il 2008 si resterà sotto il "famoso 3 per cento": le nuove stime dovrebbero fissare il rapporto deficit-Pil al 2,8 per cento. Ma nell'anno in corso le cose andranno assai peggio: la contrazione del Pil sarà dell'1 per cento e dunque il rapporto deficit-Pil, che già viene cifrato intorno al 3,5 per cento, correrà verso quota 4 per cento scontando un effetto limitato al 70 per cento, come avviene normalmente, delle misure del decreto di luglio e della Finanziaria 2009.

(4 gennaio 2009)

L'UNITA'

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2009-01-10

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-01-10

Istat, deficit nei primi 9 mesi del 2008 sale al 2,1%

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9 gennaio 2009

Il comunicato dell'Istat

Peggiora l'andamento dei conti pubblici nei primi nove mesi del 2008, cresce l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche. Il rapporto deficit/Pil è stato dello 0,9% nel terzo trimestre 2008 (indebitamento dello 0,6% nel 2007) e del 2,1% (1,2% nel 2007) in nove mesi. Lo comunica Istat, presentando il Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche relativo al terzo trimestre 2008, precisando che il dato è conforme al Sec 95, ma non ai parametri di Maastricht perchè non considera l'effetto delle operazioni di swap. Il saldo primario si è portato, in 9 mesi, al 3% del Pil (+3,8% nei primi nove mesi del 2007).

Il saldo corrente è stato positivo per 8,306 miliardi (10,203 miliardi nel corrispondente trimestre del 2007) al 2,2% del Pil (2,7% nel 2007) e in nove mesi si è portato allo 0,8% del Pil (1,9% nel 2007). L'avanzo primario è stato pari a 16,426 miliardi nel terzo trimestre (16,791 nel corrispondente trimestre del 2007) al 4,3% del Pil (4,4% nel 20007).

Le uscite totali, nel terzo trimestre, sono aumentate del 3,9% tendenziale e in rapporto al Pil sono state pari al 45,7% (44,9% nel 2007). Le uscite correnti sono salite del 4,7% a causa della crescita di redditi da lavoro dipendente (+3,2%), consumi intermedi (+5,3%), altre uscite correnti (+0,7%), prestazioni sociali in denaro (+6,7%), interessi passivi(+6 per cento). Le uscite in conto capitale sono diminuite del 5,9% tendenziale per l'effetto combinato di una decrescita degli investimenti fissi lordi (-11,2%) e dell'aumento delle altre uscite in conto capitale (+3,8 per cento).

Le entrate totali sono salite del 3,1% su anno, con un'incidenza sul Pil del 44,8% (44,4% nel 2007). Le entrate correnti sono aumentate del 3,3%: le imposte dirette sono aumentate del 7,6%, quelle indirette sono diminuite del 2,9%, i contributi sociali sono saliti del 7,3% e le altre entrate correnti sono scese del 4,6 per cento. Le entrate in conto capitale, poi, registrano una diminuzione del 19% dovuta alla riduzione delle altre entrate in conto capitale (-24,7%) e a un aumento delle imposte in conto capitale (+60,6 per cento).

I dati relativi al quarto trimestre saranno diffusi il 2 aprile. (N.Co.)

 

 

 

 

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http://www.vatican.va/news_services/or/home_ita.html

 

 

 

 

 

 

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http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp

http://www.gazzetta.it/

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http://www.wallstreetitalia.com/

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http://www.panorama.it/

http://espresso.repubblica.it/

http://www.sorrisi.com/sorrisi/home/index.jsp

http://www.sanpaolo.org/fc/default.htm

 

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