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dai GIORNALI di OGGI

conti pubblici Istat: il rapporto deficit/Pil al 6,3%

Il dato riguarda i primi sei mesi dell'anno: nello stesso periodo del 2008 era al 3,5%

Peggio delle attese

Usa, la disoccupazione sale al 9,8%

L'Fmi: dal 2010 il Pil dell'Italia torna sul +Il monito: la ripresa ci sarà ma sarà lenta, si lavori su povertà e disoccupazione

Nelle stime del Fondo monetario internazionale crescerà dello 0,2%.

Nel 2009 aveva registrato un calo del 5,1% eurostat: in Eurolandia inflazione a -0,3%, peggio delle previsioni

In calo la benzina, la scuola costa di più

Istat: inflazione a -0,2% rispetto ad agosto.

Andamento prezzi, aumentano istruzione, comunicazioni e abbigliamento

2009-10-02

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

ST

DG

Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

SUPPORTO ENGINEERING-ONLINE

 

L'ARGOMENTO DI OGGI

 

Il Mio Pensiero:

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2009-09-29

CORRIERE della SERA

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2009-10-02

conti pubblici

Istat: il rapporto deficit/Pil al 6,3%

Il dato riguarda i primi sei mesi dell'anno: nello stesso periodo del 2008 era al 3,5%

ROMA - Ancora in aumento il deficit/Pil italiano. Nel primo semestre di quest'anno l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stato del 6,3% del Pil, contro il 3,5% del primo semestre del 2008. Cresce anche il disavanzo del secondo trimestre a 3,3% rispetto a 1,3% dello stesso periodo del 2008. Tuttavia a livello congiunturale il disavanzo diminuisce: nei primi tre mesi del'’anno è stato pari a 9,3%. Lo comunica l'Istat, sottolineando che per la maggior parte "il miglioramento del secondo trimestre è legato a un andamento stagionale".

ENTRATE - Le entrate totali, nel secondo trimestre del 2009, sono diminuite in termini tendenziali del 2,4%, rispetto al -0,5% dello stesso periodo dell'anno precedente. Il calo nel semestre gennaio-giugno è stato del 2,7% (+1,5% nel corrispondente semestre del 2008). Nonostante il calo delle entrate il peso delle stesse sul Pil, nel secondo trimestre, è pari al 45,8% rispetto al 45% dello stesso periodo del 2008.

 

02 ottobre 2009

 

 

 

Peggio delle attese

Usa, la disoccupazione sale al 9,8%

Continua il momento no dell'economia americana, senza lavoro ai massimi dal 1983

WASHINGTON - Prosegue l'emorragia di posti di lavoro negli Stati Uniti: secondo il Dipartimento del Lavoro, a settembre 263 mila persone hanno perso l'impiego.

PEGGIO DELLE ATTESE - Il dato è peggiore delle attese, visto che le previsioni che indicavano una forbice compresa tra i 150 e i 180 mila. Il tasso di disoccupazione sale così ai massimi dal giugno 1983, collocandosi al 9,8% dal 9,7% di agosto.

L'IMPATTO IN BORSA - In forte calo i futures sugli indici della Borsa statunitense dopo che i dati diffusi oggi hanno mostrato che l'economia Usa a settembre ha perso più posti di lavoro rispetto alle stime. A New York il contratto sul Dow Jones cede 100 punti base a 9.370 punti quello sullo S&P 500 perde 11 punti 1.016,10 punti e il derivato sul Nasdaq-100 scende a 1.655,75 punti.

PIAZZE EUROPEE - Anche in Europa le Borse hanno risentito della pubblicazione dei dati Usa su posti di lavoro e disoccupazione. L'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 cede quasi 2 punti percentuali. Tra le piazze più penalizzate Parigi (-2,34%) zavorrata da Alcatel-Lucent (-5,2%), Bnp Paribas (-4,5%) e Dexia (-4,58%). In difficoltà anche Amsterdam (-2,59%) e Zurigo (-2,19%. A Milano il Ftse All Share perde il 2,13% mentre il Ftse Mib arretra del 2,2 per cento. A Piazza Affari soffrono soprattutto Fiat (-4,2%), Stm (-3,6%) e i bancari Unicredit (-3,18%), Banco Popolare (-2,83%), Intesa Sanpaolo (-2,87%) in un listino che vede, nel paniere principale, in positivo solo Terna (+0,19%) e Buzzi (+0,26%). A livello settoriale pesanti le materie prime (-3,4%), banche (-2,4%), assicurazioni (-2,7%), media (-2,5%) e tecnologici (-3%).

 

02 ottobre 2009

 

 

 

la riunione dei ministri economici dell'Unione Europea

Draghi: "Le banche rafforzino il capitale"

Trichet all'Ecofin: "Il nostro sistema bancario resiste in un modo che è rassicurante"

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NOTIZIE CORRELATE

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Il Fondo monetario internazionale: la ripresa c'è ma sarà lenta (1 ottobre 2009)

Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi (Ansa)

Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi (Ansa)

GOTEBORG (SVEZIA) - "Le banche devono continuare a rafforzare il proprio capitale": è la raccomandazione espressa dal governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi, nel suo intervento ai lavori dell'Ecofin - il consiglio dei ministri economici e finanziari dell'Unione - di Goteborg dove ha relazionato sull'esito dei lavori del G20 e dell'Fsb. L’intervento di Draghi, a quanto si apprende da fonti Ecofin, ha ruotato attorno alla tesi che il processo di riforma del sistema bancario deve procedere anche in questa fase benchè le banche stiano facendo utili, dato che ciò avviene anche grazie agli interventi delle pubbliche autorità, come la banche centrali e i governi. La raccomandazione di Draghi arriva a due giorni dalla decisione di Unicredit e Banca Intesa-San Paolo di non usufruire degli aiuti di Stato attraverso i cosiddetti "Tremonti bond". Una scelta che tra l'altro aveva provocato l'ira proprio del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

TRICHET - Successivamente è intervenuto anche il presidente della Bce Jean Claude Trichet che, commentando i risultati dello stress-test bancario, ha dichiarato: "Il nostro sistema bancario resiste in un modo che è rassicurante". Per Trichet la capacità di resistenza dell'insieme del sistema europeo "è molto forte". Secondo lo stress-test compiuto su 22 banche europee, nella peggiore delle ipotesi, quella di una caduta del Pil del 2,7%, le perdite per il sistema creditizio sarebbero di 400 miliardi.

ECOFIN - "Le banche devono continuare a rafforzare la loro posizione finanziaria mentre assicurino una continua disponibilità di credito all'economia" ha chiesto poi l'Ecofin a conclusione dello stress-test bancario.

L'APPELLO DELLA PRESIDENZA - In precedenza la presidenza Ue aveva lanciato un vero e proprio appello ai ministri economici dell'Unione europea: basta con l'avidità nel settore finanziario, banche e mercati devono inaugurare un'era di responsabilità.

"IL FANTASMA DELL'AVIDITA'" - "L'avidità è un fantasma molto difficile da intrappolare" aveva detto il ministro dell'economia svedese e presidente di turno dell'Ecofin, Anders Borg, per il quale "è importante che i banchieri e i mercati non sottovalutino gli impegni politici presi per entrare in una nuova era di responsabilità di bilancio e finanziaria".

TREMONTI - "È una frase interessante, e se lo dice il ministro liberale svedese... Sottoscrivo questa immagine". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi commentato con questa battuta la frase di Borg, sul "fantasma dell'avidità difficile da incatenare".

"E ORA L'EXIT STRATEGY" - Borg aveva anche sottolineato, come l'impatto delle misure di stimolo anticrisi sui conti pubblici di molti Paesi europei ha reso le loro politiche fiscali non più sostenibili ed è quindi necessario cominciare ad elaborare delle adeguate "exit strategy". "Dovremo continuare a mantenere una politica economica molto espansionistica, ma, allo stesso momento, è tempo di iniziare ad elaborare e comunicare le exit strategy - ha affermato il padrone di casa del vertice -. La politica fiscale in Europa non è sostenibile. In 20 paesi il deficit ha superato la soglia del 3% del Pil e, a politiche immutate, ciò significa un debito al 100% del Pil in alcuni anni. Dobbiamo ritirare in tempo le misure di stimolo, servono strategie efficaci e coerenti per un consolidamento strutturale e prolungato delle finanze pubbliche". Sono inoltre necessarie, ha aggiunto il ministro delle Finanze di Stoccolma, "riforme strutturali che facciano crescere l'offerta di lavoro e la flessibilità del mercato del lavoro".

 

01 ottobre 2009

 

 

 

 

Il monito: la ripresa ci sarà ma sarà lenta, si lavori su povertà e disoccupazione

L'Fmi: dal 2010 il Pil dell'Italia torna sul +

Nelle stime del Fondo monetario internazionale crescerà dello 0,2%. Nel 2009 aveva registrato un calo del 5,1%

MILANO - L'economia mondiale è tornata a crescere grazie a "un vasto intervento pubblico che ha supportato la domanda e abbassato le incertezze" ma la ripresa "sarà lenta". È quanto afferma il Fondo Monetario Internazionale nel suo World Economic Outlook secondo cui bisogna affrontare ora le sfide della "crescita della disoccupazione e la riduzione della povertà". Nell'occasione sono stati diramati anche i dati relativi alle previsioni sui prodotti interni lordi dei diversi Paesi.

IL DATO ITALIANO - Per quanto riguarda l'Italia, il Pil dovrebbe tornare positivo nel 2010 con una crescita dello 0,2%, dopo un calo del 5,1% nel 2009, appena al di sotto della media dell'area Euro. In particolare, secondo le stime del Fondo, il tasso di disoccupazione nel nostro Paese passerà dal 9,1% del 2009 a quota 10,5% nel 2010, al di sotto della media Ue. Per quanto riguarda l'inflazione resta moderata con una crescita dello 0,7% quest'anno e dello 0,9 nel 2010 a fronte dello 0,8% di Eurolandia per il prossimo anno.

IL RESTO DEL MONDO - Quanto al resto del mondo, l'Fmi alza le stime del Pil mondiale nel 2010 a +3,1% rispetto al 2,5% previsto a luglio. Il Fondo spiega che gli Stati Uniti torneranno a crescere nel 2010 con un aumento del Pil dell'1,5% dopo il calo del 2,7% di quest'anno mentre l'area Euro vedrà un aumento limitato allo 0,3% dopo il -4,2% del 2009. Nel World Economic Outlook dell'Fmi il Regno Unito vedrà un Pil in crescita dello 0,9% nel 2010 mentre il Giappone mostrerà un +1,7% e la Cina aumenterà dall'8,5% di quest'anno al 9%. Sul fronte della disoccupazione gli Usa nel 2010 supereranno la soglia del 10% a 10,1% contro l'11,7% dell'area Euro dove la Spagna registrerà un aumento al 20,2% seguita dall'Irlanda.

"RIPRESA LENTA" - Quanto all'andamento economico globale, spiega il capo economista del Fondo Olivier Blanchard, "la ripresa è iniziata" e la situazione è radicalmente cambiata "rispetto allo scorso anno". Tuttavia, si legge nel rapporto, sarà una ripresa "lenta, con limitazioni al credito e, per un periodo, senza occupazione". Il Fondo prevede quindi che la chiave sarà "riportare in salute il settore finanziario", andare avanti con la regolamentazione e mantenere" i piani anti crisi "fino a quando la ripresa sarà fondata su basi solide". L'Fmi ammonisce comunque i governi e la politica a predisporre per tempo i piani di ritiro (exit strategy) da tali misure.

 

01 ottobre 2009

 

 

 

 

 

eurostat: in Eurolandia inflazione a -0,3%, peggio delle previsioni

In calo la benzina, la scuola costa di più

Istat: inflazione a -0,2% rispetto ad agosto. Andamento prezzi, aumentano istruzione, comunicazioni e abbigliamento

MILANO - L'inflazione mantiene segno negativo, sia in Europa che in Italia. L'Eurostat fa sapere che il tasso mensile in Eurolandia si dovrebbe attestare sul -0,3% (rispetto al -0,2% delle previsioni), dopo il -0,2% di agosto. Il dato definitivo sarà reso noto dall'Ufficio statistico della Ue il 15 ottobre. L'Eurostat spiega che la flessione è in linea con le indicazioni arrivate da Germania, Spagna e Belgio in cui il calo dei prezzi al consumo risulta maggiore delle attese.

IN ITALIA - In Italia, indica l'Istat, l'inflazione ha segnato nel mese di settembre un calo dello 0,2% rispetto ad agosto (+0,1%), mentre l'andamento tendenziale ha registrato una lieve accelerazione: +0,2% rispetto a settembre 2008. Il dato acquisito per il 2009, ovvero quello che si avrebbe se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato a settembre, è pari a +0,7% (ad agosto era +0,9%). L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), in base alla stima provvisoria, a settembre ha registrato una variazione positiva dello 0,6% su base mensile e dello 0,3% su base annua. L'inflazione di fondo e quella al netto dei prodotti energetici restano stabili a +1,3%. Gli aumenti più significativi su base mensile riguardano i capitoli istruzione (+1,3%), comunicazioni (+0,9%), abbigliamento e calzature (+0,3%). Variazione congiunturale nulla, invece, per i servizi ricettivi e di ristorazione. Prezzi in calo per i trasporti (-1,5%), ricreazione, spettacoli e cultura (-1,3%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%). Su base annua gli incrementi più elevati si sono registrati per bevande alcoliche e tabacchi (+2,7%), istruzione (+2,3%) e comunicazioni (+1,9%). Prezzi in calo rispetto a settembre 2008 per i trasporti (-2,9%) e per l'abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,9%).

ANDAMENTO PREZZI - Sul capitolo carburanti, la benzina ha mostrato un calo dell'1% su base mensile e dell'11% rispetto a settembre 2008. In calo anche il gasolio, che segna una diminuzione dello 0,9% su base mensile e del 20,5% su base annua. Complessivamente i prezzi dei prodotti energetici sono diminuiti dello 0,5% su base mensile e dell'11,4% su base annua. Lieve ripresa per i prodotti alimentari, che aumentano dello 0,1% rispetto ad agosto e dello 0,9% su base annua. In calo i prodotti freschi, ovvero non lavorati, i cui prezzi sono diminuiti dello 0,1% rispetto ad agosto (+0,8% su base annua). Rallenta l'andamento, in particolare, di pane e cereali, che sono aumentati su base annua dello 0,6% a settembre (ad agosto l'aumento era stato dell'1%). In particolare, il prezzo del pane è aumentato dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (era +0,6% ad agosto). Ritocchi al rialzo per i prezzi di salumi, formaggi e bevande, tutti aumentati dello 0,2% rispetto ad agosto. Cala invece il prezzo del pesce fresco (-0,7% congiunturale, +2,2% tendenziale). Si risparmia un po' anche acquistando la verdura fresca: -0,2% su base mensile (+1,8% su base annua).

ISTRUZIONE - C'è poi un balzo all'insù dei prezzi di libri scolastici, rette e spese per l'istruzione. Complessivamente il comparto istruzione segna un incremento dell'1,3% rispetto ad agosto e del 2,3% su base annua; le spese per le tasse e in generale i pagamenti per i servizi dell'istruzione primaria sono aumentati del 5,4% su base mensile e del 5,6% su base annua. Incrementi significativi anche per i prezzi dei servizi di istruzione secondaria: +4,8% rispetto ad agosto, +4,5% su settembre 2008. L'adeguamento dei prezzi, a settembre, ha riguardato anche i libri scolastici (+2,1% su base mensile e su base annua) e la cartoleria, che è aumentata dello 0,5% su base mensile e del 2,6% rispetto a un anno fa.

 

30 settembre 2009(ultima modifica: 01 ottobre 2009)

 

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